«Piutosto cavata, o immitata, che tradotta». Su alcune traduzioni di Teocrito nel Cinquecento

Autori

Francesco Davoli
Università Ca' Foscari Venezia image/svg+xml
https://orcid.org/0000-0001-6747-1833 (non autenticato)

Sinossi

Il saggio passa in rassegna alcuni fra i primi volgarizzamenti dal corpus Theocriteum in endecasillabi sciolti (testi di Trissino, Alamanni, Amomo, Varchi, Muzio), tentando di ricostruire per ciascuno le possibili stampe di riferimento (sulla base di spie testuali), individuando gli ipotesti alternativi alla fonte greca seguiti nelle traduzioni (come la produzione bucolica latina e in particolare virgiliana), e segnalando eventuali interferenze reciproche o riprese dalla tradizione lirica volgare.

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Pubblicato

novembre 4, 2024

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