C.D. 41.51.7-8 alla luce dei fasti Privernates. Nota sui magistri equitum di Cesare dittatore perpetuo
Sinossi
Il passo di Dione (43.5.6-8) sui magistri equitum designati da Cesare dittatore perpetuo sarebbe pienamente compatibile con le nuove informazioni fornite dai Fasti Privernates se, secondo un uso linguistico ampiamente documentato in Dione, si corregge il tràdito ἄλλον τέ τινα καὶ τὸν Ὀκτάουιον in ἄλλο<υς> τέ τινα<ς> καὶ τὸν Ὀκτάουιον. Al § 7, dunque, Dione non parlerebbe di due soli magistri equitum annuali per un periodo di tre o quattro anni, ma genericamente di un numero imprecisato di magistri, tra i quali, oltre a Ottavio e agli altri magistri annuali non nominati, deve considerarsi compreso anche il magister equitum perpetuo Lepido. Dione, però, secondo la sua abitudine, giudica irrilevante elencarli coi loro nomi e si limita a segnalare che tra loro c’era anche il futuro Augusto. Probabilmente ci tiene a farlo proprio perché sa che la sua designazione non fu formalizzata e quindi non fu registrata nei Fasti.
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