Le teste di Giovanni. Metafore ossessive e antisocialità queer
Sinossi
Il saggio legge la testa mozzata nell’opera di Giovanni Testori come una metafora ossessiva che struttura in profondità il suo immaginario. Più che semplice motivo iconografico, essa condensa una costellazione di tensioni decisive (eros e morte, sacro e violenza, desiderio e annientamento) e diventa il luogo in cui si intrecciano corpo, linguaggio e rappresentazione. Attraverso il dialogo con la psicoanalisi e con la teoria queer antisociale, il contributo mostra come questa immagine assuma in Testori una funzione insieme estetica e meta-artistica: figura del desiderio stesso e forma-limite attraverso cui l’autore interroga la possibilità del dire e del figurare.
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