Between Surveillance and Self-Surveillance: Feminist (Re)Visions of the Closed Circuit

Sinossi

Il capitolo propone un’indagine media-ar(t)cheologica e femminista sulla sorveglianza che permea le forme della telepresenza contemporanea, ripercorrendo il modo in cui la casa—tradizionalmente concepita come spazio privato, femminile e protettivo—ha operato come dispositivo di sorveglianza ben prima dell’attuale mediatizzazione della vita domestica. Riscoprendo alcune pratiche video femministe dagli anni ‘70 agli anni ‘90, esamina come le artiste hanno utilizzato il circuito elettronico del video per esporre la logica circuitale della disciplina. Il capitolo sostiene che, attraverso la riappropriazione dei codici audiovisivi dell’horror, queste opere hanno rivelato la sfera domestica come luogo di aggressione del femminile, prefigurando le logiche contemporanee di tracciamento, monitoraggio e (auto)governance.

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aprile 2, 2026

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