Una zecca di falsari nel castello di Godano (La Spezia): note sulla tecnica di produzione e di argentatura delle monete sullo scorcio del Medioevo
Sinossi
Tra il 2010 e il 2020 una serie di ricerche storiche e archeologiche si sono concentrate sul castello di Godano, nell’entroterra spezzino. Tali indagini hanno consentito di definire le vicende di questo insediamento tra medioevo ed età moderna. Tra queste sono state individuate le tracce di attività di una zecca non autorizzata, cui si deve probabilmente anche la distruzione della rocca nel 1524. Nel contributo sono presentati i dati dello studio archeologico, archeometrico e numismatico dei materiali recuperati con gli scavi che hanno consentito di mettere a fuoco diversi processi produttivi impiegati per la creazione di differenti serie di monete false relative ai prodotti ufficiali di zecche piemontesi, liguri, emiliane e toscane. In modo particolare vengono approfonditi i dati relativi all’argentatura superficiale utilizzata per produrre falsi quattrini di Siena e cornuti di Carmagnola. Prendendo spunto da quanto rilevato in questo sito, si aggiungono alcune considerazioni generali sulla produzione monetale in relazione all’approvvigionamento di materie prime, agli indicatori di produzione, alla trasmissione delle tecniche e alle maestranze dedite a questo tipo di produzione fraudolenta tra medioevo e la prima età moderna.
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