Pesci come tipi principali o elementi secondari nella monetazione greca antica
Sinossi
In questo contributo si intende indagare le aree e i momenti preferenziali in cui si riscontrano raffigurazioni di fauna ittica, come tipi principali o elementi secondari, nella monetazione greca antica, e la loro possibile interpretazione in rapporto all’intero contesto monetale in cui sono presenti rappresentazioni di pesci all’interno delle diverse coordinate spazio-temporali.
In particolare, sono state enucleate due aree di maggiore concentrazione dell’immagine del pesce, prevalentemente tonno, come tipo principale, l’una nel Mediterraneo orientale, nella zona degli Stretti (Dardanelli e Bosforo) e del Mar Nero, cronologicamente più antica, l’altra nel Mediterraneo Occidentale, nell’area dello Stretto di Gibilterra, fra Spagna meridionale e Marocco settentrionale, databile tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C., con qualche propaggine nella monetazione romano-provinciale, sebbene in queste ultime emissioni il ruolo di questo soggetto iconografico resti limitato a quello di elemento subordinato. Il pesce come tipo secondario o simbolo appare, invece concentrato maggiormente nell’area del Mediterraneo centrale, principalmente nell’ultimo venticinquennio del V secolo a.C., in ambito soprattutto siciliano e marginalmente anche magno-greco, con funzioni di attributo di alcuni soggetti in particolare, ninfe e divinità fluviali.
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