Βοηθὸς τῶν Χριστιανῶν Tra politica, amministrazione e pietà
Sinossi
Nel testo arabo di un mandato bilingue greco-arabo del 1109 la contessa Adelasia, reggente di Calabria e Sicilia per il figlio minorenne Ruggero II, è chiamata al-sayyidatu l-jalīlatu malikatu Şiqillīyata wa-Qalāwriyata l-nāşiratu li-dīni l-naşrānīyati (“la grande signora, la reggente di Sicilia e Calabria, protettrice della fede dei Cristiani”). Questo titolo, che in forma maschile si trova anche sui tarì della zecca di Salerno di Ruggero II, Guglielmo II e Tancredi, e nella traduzione greca di βοηθὸς τῶν Χριστιανῶν è un elemento caratterizzante nell’intitulatio di Ruggero II. L’articolo presenta l’ipotesi che questo titolo sia stato introdotto dall’ameras Cristodulo, il principale coordinatore politico e amministrativo della contessa e del giovane Ruggero II, originario della Sicilia occidentale, come testimonianza dell’avvenuta cristianizzazione dell’Isola.
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