Cercare la verità o seppellire il passato? Memoria collettiva, negazionismo e giustizia in Cambogia 1990-1999
Sinossi
La questione della riconciliazione nazionale e della costruzione di una memoria collettiva dopo le violenze di massa perpetrate dai khmer rossi e l’occupazione vietnamita è stata, dagli anni Novanta, al centro del dibattito politico in Cambogia e degli impegni della società civile locale. Il governo e il Partito popolare cambogiano hanno tentato prima di imporre una propria narrazione delle atrocità commesse per poi mettere in atto una politica di amnesia collettiva, in una società dove perpetratori e vittime vivevano gli uni accanto agli altri; i khmer rossi sono rimasti una forza presente nel Paese fino al 1998, negando di aver compiuto alcun crimine. Tuttavia, nonostante l’oblio ‘istituzionalizzato’, nella seconda metà degli anni Novanta, alcune organizzazioni della società civile hanno iniziato a documentare e raccogliere le testimonianze dei sopravvissuti su ciò che era avvenuto nel Paese fra il 1975 e il 1979, grazie anche alle crescenti pressioni internazionali volte a chiedere un processo per i responsabili dei crimini commessi dai khmer rossi.
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