Agire con la lingua: pratiche di inclusione e traduzione nei contesti migratori segnati da GBV (gender-based violence)
Sinossi
Negli ultimi anni, il flusso incessante di corpi, beni e culture ha portato i territori e le aree geografiche segnati da conflitti e transiti a vivere quel processo di «migramorfosi» che Pastore (2023) aveva preconizzato già trent’anni fa rispetto ad una metamorfosi, complessa e problematica, ma anche grandiosa e appassionante che aveva cominciato a segnare la società italiana, così come il resto d’Europa. Partendo dalla ricognizione sull’ampia letteratura scientifica che indica nella barriera linguistica uno dei fattori che disincentiva il ricorso delle donne migranti vittime di GBV ai percorsi di cura e di assistenza psicologica, il presente contributo esaminerà, in particolare, il ruolo della mediazione linguistica, la dimensione politica dei vissuti narrativi dei mediatori e delle mediatrici linguistiche, le sfide etiche e i rischi di trauma vicario che caratterizzano la professione in condizioni di estrema vulnerabilità.
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