Sì, viaggiare… una poesia per altri mondi
Sinossi
Il problema dell’ispirazione poetica ha da sempre attirato l’attenzione di studiosi di ogni disciplina, primo fra tutti Freud, che dedicò all’argomento numerose osservazioni. L’esercizio della scrittura, principalmente, anche se non esclusivamente, poetica sembra spesso implicare il raggiungimento di una fine frenzy, che non di rado è stata sollecitata artificialmente, e dalla notte dei tempi, con sostanze allucinogene. L’assunto è percorribile anche in senso contrario, e cioè: esiste una qualità ipnotica, che possa indurre uno stato di trance, nella poesia? Anche in questo caso non sono mancati studi o esperimenti, che hanno individuato in Kubla Khan il testo ideale capace di congiungere la scrittura in stato di trance con una lettura che possa indurla. In definitiva, la natura profondamente “esoterica” della poesia sembra inscindibile dall’esercizio della poesia stessa.
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