«Una spirale meravigliosa». Storytelling e percorsi identitari oltre la fine del mondo in The Archive of Alternate Endings di Lindsey Drager
Sinossi
Le fiabe sono «macchine del desiderio» la cui magia può esaudire desideri nascondendo il proprio artificio, ma le cui formule lasciano trasparire i meccanismi di privilegio e repressione su cui si basano (Bacchilega 1997: 5-7). In quanto racconto stratificato, fatto di frammenti «gelificatisi» nel tempo (Zipes 2001: xi), la fiaba è da sempre oggetto di appropriazione e costituisce un serbatoio per rappresentare percorsi identitari eccentrici.
Il capitolo analizza la migrazione testuale e lo storytelling non lineare in The Archive of Alternate Endings di Lindsey Drager (2019). Ambientato tra il 1378 e il 2365, scandito dai ritorni della cometa di Halley, il romanzo richiama e reinventa «Hansel e Gretel», interrogando la versione dei Grimm come operazione di selezione e cancellazione. Attraverso la collisione fra generi, prospettive e voci, Drager riflette su quali storie vengano legittimate e quali escluse o messe a tacere.
La metafora culinaria e il simbolismo del cibo si rivelano decisivi per leggere la trasformazione della fame in desiderio e “fame di storie”, esplorando le articolazioni fra bocca, voce e potere dello storytelling. Il sentiero analitico culmina nella «logica delle briciole di pane» (Drager 2019: 10): tracce che servono a orientarsi ma anche a perdersi, e che conducono verso una “casa” fatta di legami e cura anche oltre la consanguineità. Affiora qui la memoria queer della crisi dell’AIDS, filtrata dalla storia di Ruth Coker Burks. L’iterazione intrinseca alle fiabe restituisce alle storie una vitalità trasformativa che fa emergere molteplici «narrative del sé» (Hall 1992: 277), anche oltre la fine del mondo.
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