Techno-Pop: Virtual Doubles and Dystopian Futures Around 1984

Autori

Francesco Spampinato
Università degli Studi di Bologna
https://orcid.org/0000-0002-8098-2838 (non autenticato)

Sinossi

Nell’ambito di una più ampia ricerca volta a ristabilire il ruolo delle pratiche di media art postmoderne per comprendere meglio lo stato attuale delle relazioni tra arte e tecnologie, appare urgente riconsiderare i discorsi sulla virtualità avanzati negli anni Ottanta sulla questione del doppio, o su alcuni proto-avatar sviluppati intorno al 1984. Il saggio si articola attorno a tre casi di studio: i manichini animati dell’artista americana Rebecca Allen, gli alter ego bitmap del collettivo italiano Giovanotti Mondani Meccanici e il personaggio transmediale britannico Max Headroom sviluppato da George Stone,
Annabel Jankel e Rocky Morton. Al crocevia tra arte e computer grafica, questi primi doppi virtuali hanno allegorizzato la crescente saturazione mediatica dell’era postmoderna e, così facendo, hanno anticipato fenomeni più recenti come quelli dell’avatar, del metaverso e del gemello digitale. Piuttosto che adottare un approccio monografico, il saggio esplorerà i tratti comuni tra i tre, contestualizzandoli all’interno della storia del doppio nell’arte—dalle avanguardie storiche all’era dell’informazione—, la condizione di dislocazione tipica delle pratiche di video e media art, il loro contributo alla storia dell’animazione, le loro prossimità con le dinamiche di worldbuilding peculiari dei videogiochi, la cornice culturale del postmodernismo e del cyberpunk, le connessioni con l’Electronic Dance Music e il loro fascino come artefatti della cultura pop.

Pubblicato

aprile 2, 2026

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