Telephonic Presence. Marta Minujìn’s early works
Sinossi
Questo capitolo analizza le opere all’incrocio tra arte telematica e cinema espanso dell’artista argentina Marta Minujín (1943–), che tra il 1966 e il 1968 crea una serie di installazioni tele-visuali che illuminano il ruolo dei singoli media nella produzione di forme di presenza a distanza. Marta Minujín ha raggiunto molto presto la fama in patria, ma il suo ampio e significativo contributo all’arte contemporanea è stato riconosciuto pienamente a livello internazionale soltanto negli ultimi anni. La sua evidente appartenenza alla scena hippie degli anni Settanta è sembrata a lungo una chiave di lettura sufficiente a inquadrare la sua opera, che in realtà contiene anche una sofisticata sperimentazione sulle tecnologie mediatiche, dalla radio al computer, tale da metterla in dialogo con i più celebrati media artist del suo tempo. Grazie alla sua capacità di congiungere passato e futuro, reinterpretando vecchi media e preconizzando scenari futuri, l’opera di Minujín rappresenta un prezioso strumento per la mediarcheologia.
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