Telephonic Presence. Marta Minujìn’s early works

Autori

Barbara Grespi
Università degli Studi di Milano image/svg+xml
https://orcid.org/0000-0002-9133-3251 (non autenticato)

Sinossi

Questo capitolo analizza le opere all’incrocio tra arte telematica e cinema espanso dell’artista argentina Marta Minujín (1943–), che tra il 1966 e il 1968 crea una serie di installazioni tele-visuali che illuminano il ruolo dei singoli media nella produzione di forme di presenza a distanza. Marta Minujín ha raggiunto molto presto la fama in patria, ma il suo ampio e significativo contributo all’arte contemporanea è stato riconosciuto pienamente a livello internazionale soltanto negli ultimi anni. La sua evidente appartenenza alla scena hippie degli anni Settanta è sembrata a lungo una chiave di lettura sufficiente a inquadrare la sua opera, che in realtà contiene anche una sofisticata sperimentazione sulle tecnologie mediatiche, dalla radio al computer, tale da metterla in dialogo con i più celebrati media artist del suo tempo. Grazie alla sua capacità di congiungere passato e futuro, reinterpretando vecchi media e preconizzando scenari futuri, l’opera di Minujín rappresenta un prezioso strumento per la mediarcheologia.

Biografia autore

Barbara Grespi, Università degli Studi di Milano

Barbara Grespi è Professoressa Ordinaria presso il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università di Milano, dove insegna Teorie dell’immagine in movimento e Archeologia dei media, e dove coordina l’XR-Lab all’interno di EXT—Extended Reality Research Center. La sua ricerca esplora le dimensioni non-oculocentriche dei media ottici, dalla fotografia alle realtà estese, con un particolare focus sulle pratiche gestuali. Tra le sue pubblicazioni: Il cinema come gesto (Aracne, 2017), Figure del corpo (Meltemi, 2019), e i volumi co-curati Harun Farocki (Mimesis, 2017), Apparizioni (Aracne, 2018), Bodies of Stone in the Media, Visual Culture, and the Arts (Amsterdam University Press, 2020), Mediarcheologia (Raffaello Cortina, 2023), and Il postfotografico (Einaudi, 2024).

Pubblicato

aprile 2, 2026

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