Closed-Circuit Faces: Archaeologies of the Face in Telepresence
Sinossi
Questo articolo è la traduzione di un saggio pubblicato nel 2022 sulla rivista italiana VCS – Visual Culture Studies, e contiene l’ipotesi guida della ricerca ARTCHAE. Le autrici studiano la mediazione dei volti sulle app di videoconferenza, ricercando la specificità dei primi piani Zoom, Meet o Teams, da comprendersi sia nel confronto con l’immagine speculare, da sempre cardine dei processi di riconoscimento del Sé, sia all’interno della genealogia del video, in particolare le prime sperimentazioni sulla mediazione live dei nostri volti e corpi nella video arte degli anni Settanta. In secondo luogo, indaga la forma di sguardo di cui i volti in telepresenza sono portatori, studiando la non reciprocità delle occhiate e la continua deviazione autoriflessiva di cui ogni conferenziere è preda. Sullo sfondo una più generale domanda archeologica relativa alle applicazioni contemporanee della televisione a circuito chiuso (CCTV), fra preconizzazioni pittoriche, videoarte e media della quotidianità.
Pagine
Pubblicato
Categorie
Licenza

Questo volume è pubblicato con la licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0.
