Storia della performance art e nuovo materialismo

Autori

Daniele Vergni
Sapienza Università di Roma

Sinossi

Una delle questioni riguardanti la messa in storia della performance art è la sua intrinseca interdisciplinarità che non coinvolge soltanto i linguaggi e gli aspetti analitici, ma anche i contesti disciplinari tra Storia dell’Arte, dello Spettacolo, della Musica e della Danza. Le interferenze, molteplici e stratificate, coinvolgono la “vita” prima del “mestiere”, i suoi affetti generativi di processi. Questi dati non ampliano solo le prospettive disciplinari “tra loro” ma mettono in questione le certezze disciplinari, travalicate dai modi d’essere delle pratiche, ad esempio negli imprevisti scollamenti tra evento, opera e documentazione. Così anche la questione dell’archivio diventa ancor più problematica di quanto già non sia – non bisogna mai dimenticare i suoi processi escludenti riguardo le soggettività impreviste indicate oltre cinquant’anni fa da Carla Lonzi. Come immaginare allora metodologie induttive e nuove genealogie transdisciplinari che trasformino la “Storia” in “storie” plurali sotto il profilo pratico della ricerca? L’articolo propone l’assunzione di epistemologie e prospettive provenienti dal new materialism, tra posthuman e queer studies, mostrando come tali prospettive permettano di far emergere storie disattese.

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Pubblicato

novembre 7, 2025

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