Quo vadis, theatrum? L’assimilazione dei linguaggi mediali digitali nella performance contemporanea
Sinossi
L’assimilazione teatrale delle logiche e dei modi di funzionamento dei media digitali richiede l’elaborazione di modelli interpretativi innovativi, che tengano conto della forte mediatizzazione dei processi produttivi e ricettivi, del complesso status ontologico del digitale, della necessità scientifica di impegnare sguardi eterogenei (media studies, estetica della scena, sociologia della cultura). Adottando queste premesse, l’articolo assume una “postura” epistemologica orientata a scorgere l’influenza dei media digitali nei formati, nelle pratiche e nei protocolli interazionali della performatività corrente. Per fare ciò l’analisi si concentra su due ambiti espressivi in evoluzione, l’immersive theatre e il participatory digital theatre, circoscrivendo due case studies di particolare interesse: lo spettacolo-game Maternità di Fanny & Alexander, e la performance su Telegram Teatropostaggio di Giacomo Lilliù. Tenendo insieme le strutture formali e tematiche di questi lavori si giunge a rilevare le trasformazioni inerenti alla drammaturgia, alla liveness e al ruolo degli utenti-spettatori, misurando altresì una specifica pulsione etica e critica che, animando con slancio le digital performance, costituisce una possibile chiave interpretativa dell’assimilazione dei linguaggi tecnomediali propri della comunicazione odierna.




