«Ricominciare sempre da capo». Giovanni Testori scrittore plurale
Keywords:
Testori, antimodernismo, apocalisse, architettura, Milano, poesia italiana contemporanea, cultura figurativa, dialetto, filologia, frammenti, montagna, polemista, populismo, romanzo, romanzizzazione, sintassi, sperimentalismo, teoria queer, tradizione lombarda, urbanizzazioneSinossi
La figura di Giovanni Testori (1923-1993), a cent’anni dalla nascita e a trenta dalla morte, sembra vivere una “seconda giovinezza”. Oggi Testori è uno degli autori letterari più vivi. Ciò dipende anche dalla varietà dei generi letterari in cui ha declinato la propria veemente intenzione espressiva: di lui si occupano, fra gli altri, storici dell’arte, studiosi di narrativa e di poesia, linguisti, critici teatrali, nonché registi e attori. Ma a mantenere viva la presenza di Testori è sopra a ogni cosa la qualità del suo lavoro e la meraviglia che tanti suoi testi non smettono di generare in chi li incontri per la prima volta o sia loro fedele da anni. L’innocente e viscerale Testori si è spinto molto avanti sulla strada segnata dal diktat moderno dell’originalità, inteso non solo come un a priori stilistico, ma come una vera urgenza esistenziale. Si indagano qui i modi plurali della ricerca espressiva testoriana: non meramente estetica, ma fondata sul desiderio di mettere a punto uno strumento espressivo che trasferisca sulla pagina l’arrovellata interiorità dell’io, fino a giungere al paradossale tentativo di superare la parola come segno linguistico, per approdare a un linguaggio inteso come gesto, come corpo.
Capitoli
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Premessa
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«Far sì che la carne si rifaccia “verbo”». Echi longhiani ne Il dio di Roserio.
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Rocco e il Brianza
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Dall’archivio Feltrinelli: ricognizione intorno alla rassegna stampa de Il fabbricone
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Epica del casamento: architettura come catalizzatore di realtà nel Fabbricone
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Una Comédie humaine alla milanese: i Segreti di Milano e il teatro dell’esperienza
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Giovanni Testori e la Montagna: Geografie visuali e forme artistiche
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«La vita che genera, la carne che vive». La passione poetica di Testori da I Trionfi a Nel Tuo sangue (1965-1973)
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Il «verme», l’«osso magro e lucente». Una lettura metapoetica di Ossa mea
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Le teste di Giovanni. Metafore ossessive e antisocialità queer
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«L’atrocio benefizio»: cartolina sul Macbetto
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La maestà della vita: Testori polemista (1977-1982)
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“Gli angeli dello sterminio”: solo di frammenti si tratta
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