I conti col Novecento. Le violenze di massa tra riconoscimento e diniego
Scheda
Il volume riguarda il nodo politico, giuridico e culturale del riconoscimento e del diniego delle violenze di massa. Ma, invece di trattare la questione in generale, si concentra su una questione specifica, quella sorta a cavallo tra gli anni Ottanta e anni Novanta del secolo scorso, con anticipazioni riconoscibili già nel decennio precedenti e ricadute ancora più imponenti nei decenni successivi. Questo radicamento storico e politico è il tema della prima parte del libro. Che ruota attorno a due interrogativi strettamente associati tra loro. Intanto, e prima di tutto: che cosa può spiegare l’emergere di una nuova sensibilità per le “violenze di massa” (passate e presenti) a partire dagli anni Ottanta e Novanta del Novecento – ma con precedenti significativi e, probabilmente, decisivi già nel decennio precedente? E che cosa ha fatto sì che questa riscrittura della memoria del passato e questa crescente sensibilità alle violenze di massa del presente prendessero la forma caratteristica che hanno preso, strutturandosi attorno alle tre soggettività tipiche della vittima, del carnefice e del salvatore? La seconda parte del volume si rivolge, invece, ad alcuni casi storici di questa rielaborazione post-novecentesca del riconoscimento e del diniego delle violenze di massa, diversi tra loro non soltanto per collocazione storica ma anche per le modalità di ripensamento del passato.
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Podcast di presentazione del volume
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Capitoli
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Introduzione. La memoria delle violenze di massa dopo il Novecento
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L'europeizzazione della memoria e il mantra del Mai Più
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La storia e l'Occidente all'inizio del nuovo millennio
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Iniuria Accepta. Genealogia critica della memoria
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“Massacri” e “violenza di massa”: sfide nuove, paradossi storici
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Reinterpretare i conflitti del passato. Il nuovo umanitarismo e la rilettura dell’intervento indiano in Pakistan (1971)
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Cercare la verità o seppellire il passato? Memoria collettiva, negazionismo e giustizia in Cambogia 1990-1999
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Dall’occultamento dell'Holodomor ucraino (1932-1933) come avvenimento storico, al diniego della sua natura genocidaria
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Colonialismi e apartheid come forme di “genocidio”. I conflitti della memoria in Namibia
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L’emersione del caso “Comfort women” negli anni Novanta, tra rivendicazione organizzata e negazionismo
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Nascondere con le parole. La normalizzazione del concetto di “terrorismo”
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Dalla Cina vittoriosa alla Cina vittima. La memoria della spedizione contro i Boxer tra “umiliazione”, legittimazione e contestazione
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